5 maggio 2013: giornata per l’Olona all’Approdo Calipolis

Ruota OlonaOggi è stata una bella giornata. Questa mattina  ci siamo trovati all’Approdo Calipolis, lungo le sponde dell’Olona, tra Fagnano e Gorla Maggiore. Qui un associazione di volontari ha completamente riqualificato la zona, rendendola fruibile dai cittadini. Un bel modo per ricordarci una cosa molto semplice, purtroppo dimenticata dopo anni di sfruttamento industriale: l’Olona è un fiume e come tale dovrebbe essere punto di incontro tra le persone. Dovrebbe poter essere normale passeggiarle vicino e ritrovasi lungo le sue sponde. Ad Approdo Calipolis è possibile farlo. Questo ci ha spronato a proseguire la nostra “battaglia” con ancor più vigore, per impedire che la Valle sia deturpata da un mega impianto di trattamento di rifiuti pericolosi e sia sempre più vivibile. 

olona approdo

Oggi, in particolare, gruppi di cittadini e Legambiente si sono ritrovati in mattinata all’Approdo per ripulire le sponde dell’Olona dai rifiuti che purtroppo qualcuno continua a gettare nel fiume [qui trovate una gallery fotografica dei volontari al lavoro].

Noi eravamo presenti con nostro banchetto, per continuare la raccolta firme, informare e coinvolgere sempre più persone nella causa del Comitato [questo il nuovo volantino che stiamo distribuendo: aiutateci a diffonderlo!]. La questione Olona ci è sempre stata cara, sin dall’inizio della battaglia contro l’impianto Elcon. D’altronde le due cose sono strettamente connesse. Ricordiamo infatti che, con l’impianto in funzione, 150 mila metri cubi all’anno di acqua inquinata, derivante dal processo di lavorazione dei rifiuti, verrebbero inviati al depuratore di Olgiate Olona  e, da lì, al fiume! Il carico inquinante sversato indebolirebbe la potenzialità di un servizio di pubblica utilità che, già oggi, risulta in condizioni di criticità e peggiorerebbe, di conseguenza, la situazione dell’ Olona. 

Grazie a tutti i volontari intervenuti oggi e ad Approdo Calipolis per l’accoglienza!

CALIPOLIS

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Aggiornamenti e Iniziative: la battaglia non si ferma!

Anche se con alcuni di voi ci siamo visti qui, alla marcia per la Terra organizzata da SIP Legnano,  è da qualche settimana che non scriviamo sul sito, quindi eccoci a fare il punto della situazione sul progetto Elcon.

Innanzitutto è bene ricordare che l’11 febbraio 2013 Elcon ha depositato in Regione Lombardia integrazioni al progetto; si tratta, in realtà, di una documentazione completamente nuova rispetto a quella precedente del maggio 2012. Gli enti che partecipano alla Conferenza dei Servizi (i comuni interessati, ARPA, Prealpi Servizi ecc…), ma anche altre realtà portatrice di interessi diffusi o comunque interessate, come ad esempio il nostro Comitato, hanno presentato (entro l’11 aprile) nuove osservazioni critiche al progetto Elcon. Ve ne abbiamo già parlato in questo post [qui potete leggere e scaricare le Osservazioni che il Comitato ha presentato: OSSERVAZIONI DEFINITIVE 11.04.2013 (2)].

Anche il comune di Castellanza ha presentato il proprio parere di merito. In questo Comunicato Stampa CS 21.4.2013 spieghiamo perché non ci soddisfa il documento presentato dal Comune e chiediamo al sindaco di fare di più. Riprendiamo qui alcuni passaggi fondamentali:

A fronte della totale contrarietà al progetto abbiamo sempre chiesto al Sindaco di Castellanza di agire con ogni mezzo a sua disposizione per impedire la realizzazione dell’impianto.
Come abbiamo più volte dichiarato, in particolare, in questa fase finale, il Sindaco può (e a nostro giudizio DEVE) utilizzare uno strumento molto importante: gli articoli 216 e 217 del TULS (Testo unico leggi sanitarie) che permettono al primo cittadino di emettere un parere motivato negativo alla costruzione dell’impianto, per tutelare la salute pubblica dal pericolo derivante da lavorazioni insalubri, come quella di Elcon. In sostanza: il sindaco, in quanto massima autorità per la tutela della salute e dell’ incolumità pubbliche, può far pervenire alla Conferenza dei Servizi il proprio parere di divieto assoluto alla costruzione dell’impianto. Si riscontrano casi di sindaci che hanno seguito questa strada per difendere le loro città. Sarebbe stato un segnale importante se Farisoglio avesse fatto lo stesso, includendo tale parere nel documento inviato 11 aprile in Regione Lombardia. Tuttavia c’è ancora tempo: il Sindaco può trasmettere, sino all’indizione della nuova Conferenza dei Servizi, un’ integrazione al parere motivato contenente il divieto di realizzazione dell’impianto ai sensi degli articoli 216 e 217 del TULS per salvaguardare la salute pubblica. Ben vengano tutte le criticità evidenziate nel documento del Comune inviato in Regione; purtroppo, però, ciò non basta: è necessario che il primo cittadino esplichi fino in fondo le sue prerogative di tutore della salute pubblica, utilizzando i due articolo citati per fermare l’impianto. D’ altronde un atto del genere sarebbe in perfetta sintonia con la delibera approvata dai 9 comuni della zona, compreso il comune di Castellanza, nella quale si diceva che: «compito prioritario dell’Amministrazione Locale è […] anche tenere in debito conto i contributi partecipativi provenienti dalla cittadinanza […], garantendo la salvaguardia degli aspetti attinenti alla salute e all’ incolumità pubbliche, che come ben noto sono principi da tutelare in via assolutamente prioritaria».

E ora cosa succederà? La Regione, entro 90 giorni a partire dall’11 aprile (ossia da quando sono state presentate le Osservazioni) deve: 1. indire una nuova Conferenza dei Servizi [la prima Conferenza dei Servizi, istruttoria, si è tenuta il 19 luglio 2012, leggi qui il post che abbiamo scritto all’epoca]; 2. emettere il provvedimento finale riguardo all’impianto. E’ ovvio che proprio in questo frangente non dobbiamo abbassare la guardia: la battaglia è stata lunga, ma non possiamo, proprio ora, disinteressarci del problema! Abbiamo preparato un nuovo volantino che potete scaricare, stampare, diffondere ai vostri contatti. Eccolo qua: Volantino_Maggio2013_VOR.

A questo proposito, ecco i prossimi appuntamenti che coinvolgeranno il Comitato:

Domenica prossima, 5 maggio –> saremo con altre Associazioni e gruppi di cittadini dalla mattina davanti all’ Approdo dei Calimali (Calipolis), nel fondovalle di Fagnano Olona [Fagnano Olona, Via Colombo – dalle 9.30 alle 18.30], per ripulire le sponde dell’ Olona, piene di rifiuti a causa dell’ incuria a cui è sottoposto il Nostro Fiume. Si ripuliranno le sponde ed i prati intorno al luogo di ritrovo, gesto simbolico, ma importante per far capire che il nostro territorio è sotto la Nostra Tutela. Portate sacchetti e guanti, e stivali in caso di pioggia, che non ci fermerà! Si parlerà poi, oltre che di Elcon, di depuratori, Azioni dei Cittadini, Associazioni della Valle, futuri impegni con le Istituzioni, vostre Idee sull’ Olona.

Venerdì 17 maggio –> terremo l’Assemblea dei Soci del Comitato, alle ore 21.00 presso il Circolo Famigliare Airone di Castellanza. L’assemblea è aperta a tutti coloro che vogliono partecipare [ovviamente solo i soci avranno diritto di voto]. Durante l’Assemblea faremo il punto della situazione e programmeremo nuove iniziative.

Di sicuro, inoltre, il giorno della Conferenza dei Servizi organizzeremo un altro sit in di protesta sotto la sede della Regione, come abbiamo già fatto a luglio 2012. Tenete quindi sempre d’occhio il sito.

Per ora ci vediamo tutti domenica a Fagnano!!

Vignetta di Tiziano Riverso

Vignetta di Tiziano Riverso, tratta da L’Informazione On line (Quotidiano dell’alto Milanese http://www.informazioneonline.it/LAY009/L00910.aspx?arg=1060&id=10755).

Protesta contro Elcon: solo “urla” e “siparietti da cabaret”?

Ecco il comunicato stampa diffuso oggi ai giornali in risposta alle dichiarazioni rilasciate dai vertici BP-Sec la scorsa settimana dopo il sopralluogo al Polo Chimico. 

[17.settembre.2012] – Il giorno 13 settembre 2012 è apparsa sul quotidiano La Prealpina un’intervista del dott. Barbone, responsabile BP-Sec, società di consulenza di cui si serve Elcon, nella quale sono riportate dichiarazioni fortemente irrispettose nei confronti della battaglia del Comitato ValleOlonaRespira e di tutti i cittadini che in questi mesi si sono stretti attorno al Comitato.

Al giornalista che gli chiede un commento sulle proteste contro l’impianto Elcon, Barbone risponde classificandole come irrisorie: lunedì 10, dice Barbone, si sono presentate a manifestare «solo» 200 persone. A tal proposito vorremmo ricordare al dott. Barbone che la nostra battaglia è iniziata ormai 5 mesi fa e in questi 5 mesi molteplici e di diversa natura sono state le iniziative del Comitato, tutte molto partecipate (2 Conferenze Pubbliche, una manifestazione ciclo – pedonale, sit in e presidi); ricordiamo inoltre che 200 persone per una giornata e un’ ora lavorativa sono un ottimo risultato (lo spostamento della data del sopralluogo dal 6 al 10 settembre, tra l’altro, non ha di certo aiutato i partecipanti ad organizzarsi); infine, se 200 sono le persone che, strappando qualche ora al lavoro e agli impegni quotidiani, hanno scelto di essere con noi lunedì scorso, 10.000 sono invece i cittadini che, ad oggi, hanno firmato contro l’impianto Elcon.

Il dott. Barbone afferma poi che sarebbe ora di passare «dalle urla alla serietà e dai siparietti da cabaret alle cose concrete». Benissimo, e quello che vorremo anche noi: parliamo di cose serie. Smettiamola di ripetere le solite quattro frasi rassicuranti riguardo alla supposta irrilevanza dell’impianto Elcon sull’ambiente di Castellanza e parliamo, invece, di come esso sia assolutamente insostenibile dal territorio. Parliamo del fatto che l’impianto Elcon aggraverà le condizioni ambientali generali di Castellanza e della zona limitrofa, sottoponendo la salute dei suoi abitanti ad un rischio serio e costante. Qualche esempio? Ecco alcune delle questioni sul tappeto:

l’esercizio dell’impianto, nel complesso, genera ricadute al suolo (all’interno del centro abitato di Castellanza – Olgiate) di agenti chimici inquinanti (tra gli altri benzene e piombo) che presentano concentrazioni medie annue superiori ai valori limite ed obiettivo stabiliti dal D. Lgs. 155/2010 (“Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria ambiente e per un’aria più pulita in Europa”);

il progetto prevede un consumo enorme di acque da pozzo, che sarebbero prelevate dalle falde acquifere sottostanti il nostro territorio (dai dati forniti dalla stessa Elcon, l’impianto preleverebbe circa 246.000 t/anno di acqua “pubblica”, l’equivalente dell’utilizzo di acqua da parte di 2050 abitanti!!);

le portate e i carichi inquinanti conferiti al sistema di depurazione di Olgiate Olona non sono compatibili con le potenzialità in essere di quest’ultimo: l’impianto Elcon porterebbe quindi al collasso un servizio di pubblica utilità;

il superamento dei valori di emissione di inquinanti allo scarico del depuratore di Olgiate (stabiliti dal D. Lgs. 152/2006), costituirebbe un ulteriore sversamento di sostanze inquinanti fuori norma nel fiume Olona, che comporterebbe il peggioramento della qualità delle sue acque (in contrasto con l’obiettivo di raggiungimento, per il fiume, dello stato “buono” entro il 2016 imposto dalla normativa comunitaria).

Ecco alcune cose serie di cui parlare. E, se non bastassero, abbiamo altre questioni “concrete”, di quelle che piacciono al dott. Barbone: parliamo, ad esempio, del fatto che l’esercizio dell’impianto Elcon, non solo avrebbe un impatto tutt’altro che irrilevante sulle diverse matrici ambientali della zona (aria, acqua, suolo), ma sarebbe anche in contrasto con il principio normativo di miglioramento della situazione esistente e di riduzione delle attuali concentrazioni di inquinanti, principio che in un’area critica (zona A1) come quella in cui ci troviamo, deve, obbligatoriamente, essere perseguito. Parliamo dell’incidente accaduto venerdì scorso all’interno del Polo Chimico: due operai sono rimasti feriti mentre lavoravano allo smantellamento di una linea dismessa per la produzione di Melammina; Chemisol aveva certificato essere stata bonificata e invece conteneva ancora ammoniaca.
Questa volta si è trattato “solo” di ammoniaca, la cui tossicità è relativamente bassa e, in caso di esposizione limitata, il rischio è ridotto; ma l’esercizio dell’impianto Elcon, prevede l’emissione di alcune sostanze con tossicità intrinseca alta (es. cancerogeni) per le quali, anche di fronte ad esposizione limitata, il rischio è elevato. Come si può, in una situazione del genere, proporre un’ipotesi di piano di sviluppo che prevede aree aperte al pubblico di fianco ad un impianto le cui emissioni sono peggiori di quelle di un inceneritore? E ancora: l’azienda che ha esposto la grandiosa ipotesi di piano (Chemisol) è la stessa che ha certificato la bonifica di un ex linea produttiva che conteneva ancora ammoniaca (linea attualmente sotto sequestro da parte della magistratura)?

Queste sono le questioni serie e concrete di cui possiamo e dobbiamo parlare. Non accettiamo che Elcon e BP-Sec continuino ad eluderle nelle loro dichiarazioni alla stampa, ripetendo fino alla noia quelli che sono ormai diventati veri e propri spot pubblicitari.

Qui non ci sono siparietti da cabaret, ma cittadini preoccupati per la loro salute e per l’ambiente in cui vivono. Ci sono persone serie e competenti che hanno prodotto documenti in cui si dà concretezza e consistenza a quelle preoccupazioni. C’è, soprattutto, una volontà popolare chiara ed inequivocabile: in 10.000 hanno sottoscritto una petizione per fermare l’impianto Elcon.

10.000 cittadini che chiedono rispetto per il loro futuro.